History of violence – Storie di violenze.

È difficile parlare di un tema così ampiamente trattato come quello della violenza sulle donne. Lo stesso argomento si fa beffa di te, mentre pensi vagamente di scrivere a riguardo. Ma io voglio provarci lo stesso.

La violenza che conosciamo, a data odierna, è pressoché fisica; poi ci sono gli stalker. Raramente sento parlare di violenza psicologica sulle donne, come se quella fosse meno grave, come se “Vabbè, tanto non è fisica!”, come se la mente (e di conseguenza il cuore) non facessero male. Mi dispiace informarvi del contrario: fa malissimo, è terribile, è una violenza a tutti gli effetti.
Quando incontrate un uomo e questo vi dice che non è come tutti gli altri, state più che certe che invece lo è, forse può essere addirittura peggiore di quelli che avete conosciuto. Un uomo che ha il bisogno di affermare questo concetto, di comunicarvelo, di dirlo prima di dimostraverlo, è un uomo che lo sta dicendo a se stessa, che inganna lui e voi.

Esistono tante forme di violenza psicologica che un uomo può essercitare su una donna di natura fragile, o sensibile, o anche ingenua. Una delle prime è denigrare costantemente il lavoro/studio che fate. “Ah, ma tu studi scienze delle merendine, non è la stessa cosa!” oppure la variante più fantasiosa che hanno: “Sei una donna, certo che vai avanti nella vita!” e non detto perché crede nelle vostre capacità, ma in quelle del vostro bel faccino o della vostra scollatura.

Un’altra forma di violenza è quando criticano il tuo gusto in fatto di abiti – in cui, sinceramente, dubiti anche tu, ma della sua sessualità! – e ti dicono che indossi straccetti da quattro soldi, che non ti sai vestire, che quella maglia che a te piace tanto ti sta male. Ed allora la butti via o non la metterai mai più. Potrà fare lo stesso con i tuoi gioielli, da bravo curatore di immagine qual è diventato non si sa come.

Ma continuiamo, l’elenco, purtroppo, è lungo. Ti demolirà quando mostrerai le tue fragilità, ti chiederà di cambiare e tu, accecata dall’amore, ci proverai pure perché lui ha ragione, sei tu che non vai bene. Ogni tuo interesse sarà inutile e noioso, persino le battute a cui ridi non saranno divertenti, quello che mangi non andrà bene, tutto di te sarà sbagliato. Ed inizierai a sbatterti la testa contro un muro, chiedendo aiuto a chiunque, perché lui ha ragione!, sei tu che non vali tutto il suo amore, tutto quello che dice di fare per te!

Oltre la sua violenza dovrai subire anche la tua, che ti smonti pezzo dopo pezzo, per compiacerlo, per trovare l’ingranaggio che non va e sistemarlo, ti massacrerai cercando di diventare qualcosa che non sei, ma che tu, innamorata, vuoi disperatamente essere. Poi più tempo passa, più la posta in gioco si alza. Esistono due tipi di uomini: il primo è quello che inizierà a farti pressioni a cambiare e se non lo fai ti lascia (per fortuna!), il secondo ti massacrerà per il resto dei tuoi giorni continuando a ripetere che è colpa tua se il vostro rapporto non funziona.

Il primo tipo di uomo può però fare la cosa peggiore di tutte, lasciarti sì, ma rifilandoti una nuova scusa (quanto mi manca il vecchio, “Non sei tu! Sono io!”) che se le violenze perpetuate nel corso della vostra relazione non ti hanno metaforicamente ucciso, quella scusa lo farà: “Ricordati sempre che è finita per colpa tua”. Ed a quel punto, lui avrà saziato il suo ego, si sarà abbuffato di te, ti avrà spolpata all’osso e ti lascerà a cercare di rimettere insieme i pezzi.

Certo, sarà difficile, soprattutto accettare il fatto di aver subito una violenza del genere e capire che non eri tu, il problema. Sarà difficile ritrovarsi soli, con le macerie di una città devastata da una calamità naturale e ti chiederanno di rimetterti in piedi, mentre una vocina nella tua testa continuerà a ripeterti che è colpa tua, unicamente tua. Ti umilierai ancora ai suoi piedi, pur di tornare in quel covo sicuro che era i suoi insulti – perché avrà fatto un lavoro così pulito, che preferisci quella sofferenza alla sua assenza. Poi capisci cosa ti ha fatto e ti incazzi, ti incazzi perché potevi accorgertene prima, perché per mesi, anni, ti sei tormetata dicendo a tutti che eri tu il problema, che lui faceva un favore al mondo a stare con te! Ed a quel punto, ringrazi il cielo che se ne sia andato senza distruggerti ulteriormente la vita.

Dunque, alla luce di queste cose, chiedo a qualsiasi ragazza si sente in questo modo, che si sente trascurata, umiliata, di non meritarsi quel ragazzo così perfetto che dice di essere in confronto a voi, di dire no appena il vostro campanellino d’allarme suona. Perché non esiste solo la violenza fisica, esiste anche quella psicologica e nessuno ha il diritto di ridurvi senza autostima, nessuno deve e può farlo. Neanche voi stesse. Siete tutte magnifiche e vi meritate un ragazzo che, certo deve pur avere qualche difetto, la perfezione non esiste, ma che vi ama e vi fa sentire speciali ogni singolo giorno della vostra vista, che quando vi vede anche con un sacco della spazzatura addosso vi troverà bellissime perché siete la loro donna e vi rispetterà ed amerà per quello che siete.

Concludendo, scappate quando qualcuno vi chiede di cambiare o che siete sbagliate. Scappate quando qualcuno vuole solo nutrirsi di voi. Meritiamo tutti qualcuno che ci ama.
pace&amore.

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