Le cose migliori arrivano quando meno ce lo aspettiamo.

Buon pomeriggio d’estate, lettori&lettrici, oggi ho il bisogno di sproloquiare sulla frase che fa da titolo a questo post. Frase, con la quale, mi trovo in totale disaccordo, per la cronaca. Per quasi un’intera vita ci è stato detto che aspettare, attendere, è un bene. Avere pazienza porta a realizzare i propri sogni, in alcuni casi, che è inutile uscire da casa con uno scopo perché arriverà al momento giusto. Bene, io sinceramente aspetto da una vita che tutto vada per il verso giusto, che capitino le cose giuste e che le persone giuste entrino nella mia vita. Ed adesso mi sono rotta di aspettare.

Oggettivamente, è vero, non posso uscire di casa e pretendere di incontrare il principe azzurro nell’arco di una serata, ma neanche ripetermi che arriverà quando meno me lo aspetto mi soddisfa. Però posso uscire di casa ed essere ben disposta nei confronti delle persone che potrei incontrare, vecchi e nuovi amici, senza lasciare a casa la speranza di incontrare qualcuno che mi piace. Odio sentir dire che nella vita bisogna aspettare, come se le cose piovessero dal cielo!

Continue reading “Le cose migliori arrivano quando meno ce lo aspettiamo.”

La ragazza ed il suo cassetto dei sogni.

C’era una volta una ragazza che pensava di sapere chi era, pensava di sapere tante, troppe, cose… Ed alla fine si ritrovò con un pugno di mosche, ma arriviamoci pian piano. Lei voleva essere come le principesse e le eroine di cui amava leggere, sognava ed aveva un cassetto pieno di sogni! Ne aveva così tanti che non ci entravano più, nel cassetto. Eppure il sogno più grande che aveva era quello di incontrare il suo principe azzurro.
Lei lo trovò, ma non era azzurro, era rosa. Ma non ci badò, pensava che non era il caso di fermarsi su certe sottigliezze. La ragazza però nascondeva un grande segreto, dentro di sé. Uno di quelli di cui si ha paura la notte, uno di quelli che non fa dormire sonni tranquilli: sebbene volesse essere una principessa, non lo era; era una regina cattiva o meglio, una Bestia. Sperava di aver trovato il suo Bello, che l’avrebbe salvata da chi era, da ciò che provava. Si era affidata a quel principe sperando che oltre ai sogni, in quel famoso cassetto ci entrasse anche l’amore. Così iniziò a fare piazza pulita di tutto quello che le apparteneva per fare spazio a quella nuova sensazione, sperando che riempisse del tutto il vuoto che aveva lasciato.
Continue reading “La ragazza ed il suo cassetto dei sogni.”

“Le passioni sono difetti o virtù solamente se portate all’estremo.” – J. W. Von Goethe

Nessuna citazione poteva spiegare meglio quello che penso riguardo alla passione.
Io, per natura, sono una persona passionale. E tutti pensano che sia la cosa più bella del mondo. Amare con passione, però significa odiare con altrettanta ‘passione’. O peggio: arrabbiarsi con passione significa sfociare nell’ira più cieca, quel tipo che ti fa perdere il raziocinio.
La passione è la cosa più bella di cui forse sono caratterizzata, ma a volte diventa un’arma a doppio taglio. Perché se io per indole agisco in un determinato modo, mi aspetto quasi che anche gli altri lo facciano, per logica umana principalmente, accettando sì il principio che siamo tutti diversi, ma non ricordando che non agiamo tutti sotto gli stessi impulsi.
Impulsiva e passionale. Wow, direte voi, il miglior connubio di sempre! Ed invece è come avere in mano gli ingredienti per una bomba e se non si sta abbastanza attenti, la miccia viene innescata automaticamente e la mia impulsività, dominata in alcuni momenti dalla passione, diventa anche la forma di autodistruzione più potente al mondo.
Essere passionali significa restarci male quando si hanno accanto persone che non sono come noi; significa ferirsi il doppio degli altri; significa farsi in quattro per gli altri perché ti viene spontaneo dare tutto, senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Significa, principalmente, che se si è anche predisposti all’ira sei solo una bomba pronta ad esplodere in ogni momento e la gente non fa altro che giocare a palla avvelenata, con questa tua debolezza.
A volte mi piacerebbe poter dire: “Sì, sono fatta così! Mi arrabbio, amo, odio, mi offendo con passione! Ed allora?”, ma spesso mi ritrovo circondata da persone che non capiscono, che vedono in me uno sbaglio quasi, uno scherzo della natura.
Avere così tanto fuoco dentro e non poterlo dare!
A me piace fare quelle piccole follie che si fanno per amore, mi piace decidere presa dall’impulsività, mi piace chiedermi “Cosa mi fa stare bene?”, trovare la risposta e farla. A volte però, ciò che ci fa stare bene e qualcun altro, e quel qualcun altro ci chiude la porta in faccia troppo spesso, anche se noi siamo vittime delle nostre emozioni.
Mi devo controllare, dominare, frenare. Devo costantemente impegnarmi ad essere qualcosa che non sono. È ovvio che non faccio cose stupide, impulsiva sì, ma del tutto fuori di testa no! Solo che io mi butto a capofitto nelle cose, ci metto anima e corpo e non mi importa neanche tanto della riuscita, mi piace metterci amore in quello che faccio, poi il risultato mi è del tutto indifferente. Ma come si fa ad essere se stessi, ad essere così, quando accanto abbiamo persone che se sbagli ti aggrediscono? Come si fa a vivere pensando costantemente che tutto quello che fai, pensi, è un errore?
Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che fidarmi di me è la miglior cosa che possa fare in questa vita. Fidarmi del mio istinto, della mia pelle, delle mie sensazioni. Questo magari mi porta a vedere cose che non ci sono, non lo nego. Ma non venite a dirmi che sono incapace di capire se qualcuno mi ama o no, non venite a dirmi che siccome sono un fuoco che brucia tutto ciò che la circonda allora perdo lucidità. Perché si potrà anche essere privi di pasisone nella vita, per carità, non siamo uguali, ma capisco perfettamente quando manca la passione e quando manca l’amore.
Ed io non mi sento amata come vorrei e neanche se mi portasse la luna con tutto il firmamento e lo chiudesse in una stanza per me, cambierei idea.
La passione è un brutto fardello da portare con sé. Ti fa capire che se vuoi di più, puoi avere di più, ed è lì che ti frega: chiedendoti sempre il massimo perché è quello che sai dare tu.

“Scusate, sono stata impegnata!”

Quanto mi piacerebbe che questo titolo fosse veritiero e ciò scuserebbe la mia improvvisa scomparsa dal blog – che se potessi abbracciare per scusarmi lo farei – ma non è così.
Nel corso di questo mese sono stata praticamente assente per una serie di motivi, tra cui mancanza di ispirazione in qualsiasi campo – non sono riuscita neanche a portare a termine la lettura di un libro! Di conseguenza non sapevo cosa scrivere, non potevo certo annoiarvi con le mie paturnie mentali senza senso alla ricerca disperata di uno straccio di ispirazione per dedicarmi al blog come avrei voluto.

Oggettivamente, è difficile quando decidi di strutturare un blog con tutti i tuoi interessi – e sono tanti credetemi. Si finisce a non avere più nulla da dire, sebbene si è pieni di nuove serie tv e via discorrendo. Vorresti infilare tutto in un concentrato di frasi che, ammettiamolo, non avrebbe molto senso.

Ma dopo aver fatto un po’ di ordine mentale ed essermi detta che non si può fare sempre quello che si vuole, ed aver ricordato a me stessa quanto mi piace avere uno spazio tutto mio in cui sentirmi libera, ho aperto wordpress e ho buttato giù questo post che sarà più che altro un punto e virgola all’intento iniziale che è miseramente sfumato non appena ho smesso di pianificare i post – come invece avrei (e dovrei sempre) fare.

Detto ciò, dopo che mi sono scusata formalmente, posso tornare a studiare in pace con me stessa.
P.S.: non sparirò in un buco nero eh!
pace&amore.

Who’s that girl?

It’s Jess! – Mi chiamavano la donna dai mille lavori (e mai uno portato a termine!), ma siccome sono fiduciosa e disciplinata stavolta, forse non inizierò quest’avventura per poi lasciarla a metà. Partiamo dalle presentazoni. Sono Jessica, 23 anni, studentessa fuori sede di Scienze della Comunicazione. Scrivo perché è l’unica cosa che so veramente, cosa non mi è chiaro, ma nel mentre mi diletto a raccontare di me, di ciò che mi piace, di quello che vorrei diventare e dei posti in cui mi piacerebbe andare. Sebbene per definizione mi si possa chiamare nerd, amo anche uscire con gli amici, la moda, il make-up. Non amo particolarmente le etichette, “Io sono così colà”, non mi sento in grado di mettermi in qualche categoria, fondamentalmente non mi piace. Ad esempio a me la musica piace tutta, senza eccezioni, se ben fatta. Non inserisco un genere nel cestino della spazzatura perché va di moda farlo! Ascolto e giudico in base ai miei gusti personali, senza dover per forza avere un genere preferito. Ho fatto l’esempio della musica, ma sono così per ogni cosa, dai libri, alle serie tv, finendo ai videogiochi, riviste, eccetera. Se mi piace, mi piace, fine della questione. Ma mi conoscerete meglio leggendomi, non voglio raccontarvi troppo in un solo post – e non credo che basterebbe sinceramente!

Passiamo al blog. Perché Plain Jessi? L’idea mi è nata da un modo di dire inglese, Plain Jane che significa ragazza semplice, a volte con accezione negativa, usato per descrivere una ragazza né bella né brutta. Preferisco l’interpretazione letterale. Il mio punto di forza è sempre stato la semplicità, non mi piacciono gli eccessi, sono nocivi e ci definiscono tavolta, per questo mi sono sempre buttata sulla semplicità, sul sì o no, senza mezzi termini. Da qui il titolo.
Come potete intuire parlerò di me, ma non di certo nel modo egoistico ed egocentrico che fa pressuppore  la frase! Parlerò di ciò che mi piace, vi lascerò qualche mio pensiero particolare, vi beccherete articoli senza senso probabilmente sulle tendenze che più mi incuriosiscono, recensioni su telefilm, libri ed anche giochi. Insomma parlerò di ciò che so meglio e mi piace, senza di nuovo farmi etichettare con un argomento specifico. So che questo è un passo sbagliato nel mondo dei blog, ma so anche che devo puntare su ciò che conosco meglio e mi piace, senza sproloquiare su cose che forse non mi appartengono del tutto.

Detto ciò, mi/vi auguro un buon inizio con quest’avventura – e che sia la volta buona!
pace&amore.